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LA STORIA DEL “TECIA” E DEI TAXI BOAT SUL LAGO DI COMO

Galli Giacomo & C.: quattro generazioni di barcaioli e di costruttori, per fornire un servizio di trasporti turistici sicuro e al passo con i tempi. Dall’ “inglesina” di nonno Tecia al taxi boat veloce di Daniele.

 

Fine anni ’30: Tecia e l’inglesina per portare a spasso i turisti sul lago.

Fine anni Trenta. Mentre l’Italia coltiva avventurose ambizioni imperiali e coloniali, lungo le sponde del nostro lago manca il lavoro e le famiglie faticano a sbarcare il lunario. Una dignitosa povertà regna sovrana.
Anche Domenico Giuseppe Galli, di Mezzegra, “Tecia” per i suoi compaesani, si dà da fare come meglio può per garantire il pane in casa, e un po’ di companatico. Fa il muratore, il boscaiolo, il pescatore, a seconda delle stagioni e delle occasioni che via via si presentano. Condannato a un’insopportabile precarietà, un bel giorno si ribella e decide di puntare sul turismo, re-inventandosi barcaiolo, al servizio dei villeggianti innamorati delle rive del lago.
Il “Tecia” ripone in cantina la fiocina e le tirlindane, ripulisce la sua barca dalle squame di agoni e di pesci persici, la rivernicia, la dota di un tendaletto per proteggere gli ospiti dai dardi del Sole. La moglie Rachele gli confeziona quattro cuscini che si adattano di misura ai rustici sedili dell’ “inglesina” (così i Tremezzini chiamano le lance slanciate, a quattro scalmi, pensate per due. I rematori al servizio dei facoltosi turisti stranieri) e gli cuce un’elegante fascia rossa – ad imitazione dei gondolieri veneziani – che il “Tecia” si cinge alla vita fin dal primo mattino in cui si presenta davanti alla gradinata di Villa Carlotta con la sua barca tirata a lucido. Così agghindato, lo troveranno ancora per molti anni i “sciuri” che vogliono visitare Bellagio e le sue ville patrizie, oppure godere di un piacevole pomeriggio estivo, tra le onde, sotto il bel Sole del Lario. Certamente, il buon Domenico non poteva immaginare che la sua trovata avrebbe dato l’avvio a un’attività destinata a durare molti decenni, che è andata evolvendo al passo con i tempi, ereditata e rilanciata da tre generazioni, e che oggi si esplica attraverso potenti e comodi motoscafi, che portano i turisti a visitare le bellezze del Centro Lago.

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Il dopoguerra e il primo motoscafo turistico del figlio Giacomo

Nell’immediato dopoguerra, mentre il “Tecia” porta a spasso sulle sue “inglesine” a remi i personaggi che tornano sul Lario dopo la parentesi bellica – ricchi industriali americani, nobili
inglesi, principi russi – il figlio Giacomo s’ingegna a dare una svolta all’attività paterna. Acquista il primo motoscafo: uno di quei “siluri” lunghi e stretti, con una piccola cabina a metà barca, che allora venivano usati dalle famiglie benestanti in vacanza nelle loro ville lariane, e lo ristruttura a dovere. Il “Josephine” farà la spola tra Villa Carlotta, Bellagio e l’Isola Comacina fino a tutti gli anni Cinquanta. Sopravviverà alla prematura scomparsa di Domenico Galli.

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La flotta di Galli Boat Service cresce sempre di più

In seguito, con il boom economico, prende il via anche il turismo di massa, soprattutto estero: comincia un modo di lavorare differente, più organizzato. Giacomo è ormai un imprenditore, con
tre motoscafi e tre dipendenti-marinai. Basta “battere la piazza” per sollecitare famiglie e gruppi di turisti a un estemporaneo giro in motoscafo. Ora che gli alberghi Tremezzini sono pieni di inglesi, francesi, tedeschi che spendono una settimana in Italia e non disdegnano di effettuare escursioni a Lecco, Piona, Como, si stipulano i primi contratti di collaborazione stagionale con le agenzie di viaggio straniere, soprattutto inglesi e svizzere. In quegli anni, nelle pause tra le escursioni organizzate, si troverà comunque il modo di riservare una delle barche a Konrad Adenauer, il cancelliere tedesco che amava villeggiare a Cadenabbia e che settimanalmente si rivolgeva a Giacomo per farsi suggerire qualche nuova meta per le sue passeggiate in motoscafo, accompagnato da amici e funzionari.

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Negli anni ’60 la figlia Enrica prende il comando della compagnia

Negli anni ‘60 e ’70 la flotta cresce sempre più, potenziata con cabinati che superano abbondantemente la dozzina di metri. La società passa progressivamente nelle mani della figlia
Enrica, il cui marito, Carlo, investe nell’attività tutta la sua pregressa esperienza di artigiano del legno e del ferro. Le nuove barche, sempre più moderne e di tonnellaggio crescente, vengono costruite con il diretto contributo manuale dei nuovi titolari dell’azienda – la terza generazione – ispirati e incoraggiati dal patron Giacomo, che si è ritirato dall’attività solo all’inizio di questo secolo. Non senza la soddisfazione di vedere affacciarsi al molo di Villa Carlotta, con la stessa passione per le barche e per il lago, il giovane nipote Daniele.

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Presente e futuro di Galli Boat Service e dei suoi motoscafi turistici

La quarta generazione presenta subito le sue carte. Daniele non ha ancora venticinque anni, ma ha già realizzato il sogno coltivato da ragazzino, ossia quello di mettere in acqua un motoscafo tanto potente da poter regalare a chi salirà a bordo le emozioni delle gare di off-shore.

Lungo dieci metri, dalla forma slanciata e aggressiva, omologato per 8 posti, il nuovo rivoluzionario natante della Galli Giacomo & C. si propone come taxi veloce per una clientela
selezionata che voglia percorrere in molto meno di un’ora un intero ramo del Lago, dal bacino di Como, o dai grandi alberghi di Cernobbio, fino a Dongo o Colico, e viceversa. Una navetta veloce capace di collegare il Centro-Lago con il capoluogo quasi con la stessa efficienza di un elicottero. Sempre garantendo la massima sicurezza ai clienti: settant’anni d’attività, mai un incidente!
La nuovissima barca è stata varata nel 2008 e si affianca ai tre motoscafi (70, 50 e 50 posti) attualmente operativi (“Daniele”, “Giacomo” e “Paola”: per inveterata consuetudine, partendo da “Josephine”, le barche portano i nomi dei componenti la famiglia).

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